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Il secondo default della Grecia

(…) Molto interessante il meccanismo di questo secondo default della Grecia. Il governo greco ha ricomprato una grande quantità di propri titoli di debito (carta straccia) pagandoli meno di un terzo del loro valore di emissione. Per farlo ha utilizzato fondi concessi dall’Esfs (il cosiddetto “fondo salvastati”) che a sua volta li ha avuti in prestito dalla Bce. Questi fondi sono garantiti da tutti gli Stati dell’eurozona, i cui debiti pubblici sono così aumentati in misura proporzionale ai rispettivi Pil. E fin qui, niente di male: solidarietà, si potrebbe dire. Ma a chi sono finiti i fondi con cui il governo greco ha ricomprato quei titoli? In parte alle banche greche, sull’orlo del fallimento per le operazioni speculative che hanno messo in atto negli anni passati. Per questo il Governo greco si appresta a sostenerle con un’altra tranche di un nuovo prestito concesso dalla Troika, utilizzando anche in questo caso fondi dell’Esfs. (…) http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/8993/

Mario e i suoi fratelli (cattolici)

Alla vigilia del «conclave» di Todi, Dino Boffo, direttore di Tv2000, l’emittente della Cei, intervistato sull’impegno in politica di personalità del mondo cattolico, aveva lanciato tre nomi in grado di dare un contributo alla società italiana. Due di questi, Lorenzo Ornaghi e Andrea Riccardi, sono entrati ieri nel governo guidato da Mario Monti http://vaticaninsider.lastampa.it/news/dettaglio-articolo/articolo/cattolici-politica-italia-10001/

Governo Monti: 11 professori 2 Rettori 4 Banchieri 1 Generale

11 I PROFESSORI. Mario Monti presidente Bocconi. Antonio Catricalà professore di Diritto dei consumatori alla Luiss Guido Carli. Paola Severino, prorettore e ordinario di diritto penale presso la stessa Università della Confindustria. Lorenzo Ornaghi, rettore e professore di Scienza politica all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Elsa Fornero, professore di Economia politica presso l’Università di Torino. Francesco Profumo rettore e professore Ordinario di macchine e azionamenti elettrici al Politecnico di Torino. Corrado Clini, senior research fellow ad Harvard. Renato Balduzzi, professore ordinario di Diritto costituzionale nell’Università del Piemonte Orientale e professore invitato nell’Università di Paris-Val de Marne (Paris XII). Fabrizio Barca, visiting Professor presso il Mit e la Stanford University. Piero Giarda, libero docente di Scienza delle finanze e diritto finanziario; ha insegnato all’Università Cattolica, all’Università degli Studi della Calabria e all’Università http://www.lettera43.it/politica/31575/la-squadra-dei-1134.htm

Grillo comunica by Giuseppe Mazza

Comunicare non è solo mettere in piedi un poster e uno spot. E’ collegare meglio che si può parole e fatti.(…) La comunicazione non è un fatto puramente linguistico ma una vicenda della democrazia, nella quale il potere, la cultura, l’economia si condensano in modi straordinariamente visibili e netti. Non è possibile parlarne come di una tecnica astratta, distante dal conflitto e dalla storia. Propone poche novità di fondo, ma assume ogni volta forme diverse e infinite variazioni. Di cosa si tratti questa volta, saranno i prossimi mesi a dirlo. http://www.sinistrainrete.info/index.php?option=com_content&view=article&id=2406:giuseppe-mazza-grillo-comunica&catid=82:politica-italiana&Itemid=58

Roberto Cavallaro: La congiura dei tecnici

All’origine della crescita del debito pubblico nel nostro paese c’è il divorzio consumato negli anni Ottanta tra Banca d’Italia e governo politico dell’economia per ripristinare il comando del capitale sulla società. Un percorso di lettura http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/ricerca/nocache/1/manip2n1/20120929/manip2pg/10/manip2pz/329389/manip2r1/cavallaro/

Posti Vuoti. Riflessioni sul Populismo.

Del movimento di Beppe Grillo, come di altri prima di esso, si suole dire che ha successo perché è populista, a me pare che sia vero il contrario: è populista perché ha successo ovvero in una società depoliticizzata c’è il rischio che l’unica casella dell’opposizione sia quella populista. L’uso della categoria di populismo diventa sempre più difficoltoso: a furia di definire populista qualsiasi istanza estranea agli interessi di banchieri ed eurocrati, come sta pericolosamente facendo la stampa responsabile, c’è il rischio che si crei veramente una situazione di ribellione delle èlite, tanto per citare qualcuno come Christopher Lasch, che era dichiaratamente populista; una situazione, cioè, in cui le classi dirigenti anche le più decenti, vivano con distacco e come avvenimenti di un altro pianeta le dinamiche delle società in cui abitano. Provvisoriamente, perché siamo nell’era della globalizzazione e uno è libero di andare a vivere dove vuole, a parte quelli che (…) http://www.alfabeta2.it/2012/09/28/posti-vuoti/