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In-decidere. Augusto Illuminati

(…) Nell’ordine mondiale neoliberista ci sono nemici provvisori e infidi amici, tutto è gestito quale emergenza, choc ricorsivo e dunque non c’è più un vero stato d’eccezione, la crisi è la regola, la guerra è permanente e indistinguibile dalla pace, è caduto il confine fra conflitto esterno e interno. http://www.alfabeta2.it/2013/09/05/in-decidere/?utm_source=alfabeta2+articoli+per+email&utm_campaign=670b0d8faa-RSS_EMAIL_CAMPAIGN&utm_medium=email&utm_term=0_7e21973c9b-670b0d8faa-310366345

In Europa non tutti siamo berlinesi – Marco Bascetta

Può darsi invece che il «tramonto dell’occidente» europeo appartenga a quei grandi corsi e ricorsi storici di natura fatidica, dal vagabondare dello «spirito del mondo», dal conto che un pianeta spietatamente sfruttato avrebbe prima o poi presentato al vecchio continente. http://europassignano2013.wordpress.com/2013/08/29/in-europa-non-tutti-siamo-berlinesi-marco-bascetta/

Cipro. Un fallimento ben meritato? di Claus Peter Ortlieb

Ai primi di Novembre del 2012, Der Spiegel ha rivelato l’esistenza di un rapporto "segreto" della BND, secondo il quale il piano di salvataggio previsto per le banche cipriote avrebbe giovato, in primo luogo, ai detentori di conti correnti sui quali era depositato denaro sporco russo. Oligarchi, imprenditori e mafiosi russi, avrebbero depositato circa ventisei miliardi di euro sui loro conti bancari a Cipro.(…) Quanto, esattamente, di questi depositi bancari era stato acquisito attraverso mezzi criminali? Chiaramente, proprio a partire dalla natura di questo genere di denaro, non si può sapere. Per cui, tutto il contenuto informativo del rapporto della BND si può dunque riassumere in questa sola cifra: ventisei miliardi di euro sui dei conti russi, di origine indeterminata. Il resto non aveva alcuna importanza, il fine della manovra era stato raggiunto e si poteva scatenare un "dibattito sull’equità". http://francosenia.blogspot.it/2013/08/fallimenti-e-salvataggi.html

Italian manufacturing. A washout.

(…) Italy’s makers of luxury clothing and accessories have done fairly well, boosted by strong demand from the emerging world’s new rich. But producers of low-price fabrics and clothes have been badly hit: overall, the textile industry’s output is down by 35%. Production of electrical goods has fallen by a similar proportion, and carmaking is down by 45%. Last year just 397,000 cars rolled off domestic assembly lines at Fiat, Italy’s largest carmaker, against 911,000 in 2007. Its output of vans has recovered a bit since hitting rock bottom in 2009, but at 207,000 last year was 18% below its pre-crisis peak. http://www.economist.com/news/business/21583283-years-crisis-have-reinforced-pressure-italys-once-envied-industrial-base-washout

Who Rules Italy? The P ower of Wasting Time. July 2013

“Who rules Italy?” Knowing the answer to this question is important to providing investors with a sense of how the country really works and allowing any serious reform project a chance to succeed. But understanding the dynamics of Italian politics is a difficult exercise, and even the country’s elites tend to hold hazy views of the power structure. Let’s take a look at each of the major players in Italian politics to see how much leverage they actually possess. http://www.economonitor.com/limes/files/2013/07/LIMES_03Jul20131.pdf